Questa è la zona libera in cui raccolgo i miei pensieri, le storie che invento, quelle che racconto ai miei figli prima di addormentarsi.
Insomma è la zona creativa...non so cosa ne uscirà fuori, ma tanto non ho pretese.
L' uomo che diceva la verità (bozza)
Ricordo esattamente che era il primo giorno dell' anno quando incontrai Guglielmino in mezzo alla strada, erano anni che non ci vedevamo. Mi sorprese il suo modo di salutarmi: mi disse senza mezzi termini, che il mio modo di sorridere gli dava i nervi:
-Non sei cambiato per niente!-esordì-hai sempre avuto quel mezzo sorriso stampato sulla faccia che ha tutta l' aria di essere fasullo. Secondo me ridi per nascondere il tuo imbarazzo perchè non sai che cosa dire. Ridi perchè vorresti salutarmi in fretta perchè è talmente tanto tempo che non ci sentiamo che non hai proprio nulla da dire. Eppure qualcosa sarà pure accaduto! Ti sarai sposato, avrai messo su famiglia, avrai un lavoro, diamine. Eppure tu hai fretta di salutarmi. Ti vuoi tenere tutto dentro, non vuoi condividere la tua vita con me. Sai ti compatisco. E' triste incontrare persone come te, morte intendo dire, aride, vuote. Sostanzialmente ti reputo un avaro, si avaro di emozioni. Non so se gradirò ancora la tua compagnia. Quel tuo sorriso, falso, mi da proprio i nervi. Ciao.
Andò via così come arrivò. Mi lasciò attonito sul marciapiede, amareggiato, non sapevo cosa pensare, in effetti non aveva tutti i torti, ma detto così brutalmente mi aveva spiazzato. No sapevo cosa fare. Andare avanti, fermarlo, andarmene per la mia strada. No lo dovevo incontrare di nuovo, ma non gli avevo neanche chiesto dove abitava. Mi dovevo dare da fare per rintracciarlo, era troppo importante: era riuscito in pochi secondi a sezionarmi, a farmi la radiografia, senza battere ciglio. Che personaggio. L' avrei rintracciato.
Lo Yo-Yo
Tanto tempo fa nelle campagne sarde, viveva un bambino di nome Efisio. Aveva 8 anni, camminava scalzo e aiutava la mamma nelle faccende domestiche, che proprio domestiche non erano. Al mattino gli piaceva entrare nel pollaio a raccogliere le uova e ogni tanto qualcuna gli sfuggiva dalle mani e allora scappava prima che la mamma lo prendesse, se no erano scudisciate. Poi entrava nel recinto dei conigli e cercava di acchiapparli, ma quelli saltavano dappertutto, a volte sembravano addirittura feroci, lo sfidavano, ma poi fuggivano sempre e si nascondevano. Amava molto guardare le vacche che pisciavano nella stalla, ed ogni volta si schizzava le gambe: avete idea di come piscano le vacche? E quando cagano? Fanno certe torte puzzolenti compatte e frammiste a fieno..disgustoso e poi che puzza!
Efisio passava le giornate così, tra la campagna e la fattoria. Quando ne combinava una delle sue, andava a nascondersi nel fienile, dove nessuna sarebbe andato a cercarlo. Li, in silenzio, rimaneva per delle ore: a volte si addormentava, altre volte prendeva la sua patadese e intagliava il legno. Era bravo con il coltello, ci sapeva fare.
Un giorno si mise a lavorare un pezzo di legno dalla forma arrotondata. Gli fece un taglio centrale che riprendeva tutto il suo contorno, tale che sembravano due pezzi di legno attaccati insieme. La forma curiosa dell' oggetto catturò la sua curiosità. Arrotolò attorno all' oggetto una corda sottile la cui estremità finale si legò al dito. Poi sbadatamente lasciò andare la corda e con suo grande stupore vide la corda srotolarsi e poi ricomporsi attorno all' oggetto. Ripetè il gesto e fu sorpreso nel vedere che il gioco gli riuscì nuovamente.
Dal giorno non si staccò più dal suo oggetto. Quando srotolava la corda gridava:-Ayò! e poi lo arrotolava subito nella sua mano. Capitò spesso che qualche bambino lo vedesse e tutti si incuriosivano. Molti bambini iniziarono a chiedergli cosa fosse, ma lui non rispondeva a nessuno e continuava a srotolare gridando Ayò.
La voce si sparse e presto anche i bambini dei paesi vicini iniziarono a parlare di quasto nuovo gioco e qualcuno riuscì anche a creane di simili. Pian piano nelle piazze si videro molti bambini che giocavano con i loro Ayò ed era tutto un vociare: Ayò..Ayò...Ayò...Passò per quei paesi un rappresentante continentale. Incuriosito da tutto quel vociare pensò bene di prendere tutte le informazioni per poter ricreare l' oggetto per un mercato benpiù vasto.
Così il giocattolo fu presentato ad una ditta di giocattoli che pensò bene di produrlo in serie e di venderlo in tutto il mondo.
Il rappresentante chiese ai bambini che giocavano come si chiamasse quello strano oggetto e quelli gli risposero:-l' ayò ayò!
Il rappresentante non capì bene, essendo continentale, e lo chiamò lo Yo-Yo. Il prodotto ebbe un successo planetario, mentre Efisio continuò a scappare dalle scudisciate della mamma, a far cadere le uova, a rincorrere i conigli e a farsi bagnare dal piscio delle vacche. Ma soprattutto continuò ad andare a nascondersi nel fienile ad intagliare il legno.
